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Pensare di iniziare un percorso di psicoterapia è un passo decisivo, un atto di cura più o meno consapevole che segna l’inizio di una svolta nella vita di una persona.

Molti, non tutti, arrivano negli studi di psicoterapia perché soffrono, sono angosciati e lamentano sintomi quali  insonnia, tachicardia, ansia, pensieri catastrofici,variazioni di peso,apatia, mal di schiena, etc..

Il sintomo è

  • la denuncia di un equilibrio che si sta rompendo
  • la migliore risposta che la mente trova per affrontare la realtà
  • il miglior compromesso, in quel momento, al disagio che la persona porta con sé.

Perciò il sintomo è contemporaneamente denuncia, risposta, compromesso, soluzione, limite.

Ogni sintomo, esclusa ovviamente una diagnosi organica, è la nostra risposta alla sofferenza ed essa è a sua volta un indicatore di qualcosa che nella nostra vita non regge più.

Cos’è che nella vostra vita non regge più, non è più in sintonia con voi?

Il sintomo può essere collegato a carenze affettive, a mancati riconoscimenti, a bisogni non soddisfatti negli strati più profondi del nostro essere.

Alla luce di questo è fondamentale recuperare e valorizzare i sintomi comprendendone il significato.  Questi sono infatti segnali non solo di disagio e di malessere ma rappresentano anche lo spartiacque tra un equilibrio passato che scricchiola ed  un futuro più consapevole e più sereno.

Cambiare, nelle tante accezioni possibili quanti sono i percorsi di terapia, non è dunque scontato, non è una naturale conseguenza dello stare male.

Cambiare è una decisione responsabile che si prende nei confronti di se stessi.

E’ una decisione che la persona prende prima e durante il viaggio terapeutico; nella relazione terapeutica, si comincia a poter esistere per come si è senza più nascondersi, a poter ri-conoscersi, a non essere più soli.

 In questo modo un percorso di psicoterapia ha, fra gli altri, l’obiettivo di:

  1. contenere la sofferenza offrendo un luogo sicuro e protetto
  2. sostenere, accogliere, valorizzare la persona e il suo disagio
  3. migliorare la qualità della vita aumentando i momenti di benessere
  4. Sostenere la persona nel comprendere e ricercare cosa è meglio per sè e quali cambiamenti vuole e può fare per se stessa.

 Così l’esperienza terapeutica diventa trasformatrice quando ha come presupposto fondamentale il pensare che l’altro ha il potere, la spinta, le risorse dentro di lui di diventare consapevole di ciò che lo fa soffrire e di ciò di cui ha bisogno per stare meglio.

Il sintomo dunque, personaggio spesso principale della scena all’inizio di un percorso di terapia, retrocede sempre più sullo sfondo, tanto più si consolida la consapevolezza e l’accettazione profonda dei vissuti. Esso resterà una modalità di risposta tipicamente nostra di fronte ad avvenimenti stressanti ma non più l’unica. La persona potrà gestire in modo più autonomo gli avvenimenti della propria vita.

Dott.ssa Diletta Fiore

Psicologa Psicoterapeuta n°iscriz. albo 2761

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